Palazzo Madama. Il ricordo di Giustolisi e la presentazione del premio

di Michele Cassano, dell’agenzia Ansa ROMA, 8 MAG – “Franco Giustolisi era un giornalista vero, scomodo, che ha dedicato la sua vita a scoprire il lato oscuro del potere e della società attraverso le sue inchieste”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricordato il giornalista scomparso il 10 novembre scorso a Palazzo Madama, in occasione della presentazione della prima edizione del premio a lui dedicato. La giuria, presieduta dal giornalista Pier Vittorio Buffa, sceglierà il vincitore entro il 10 ottobre valutando tra lavori di inchiesta che dovranno essere consegnati entro il 12 agosto al Comune di Stazzema, che ha promosso l’iniziativa. La cerimonia si svolgerà ai primi di novembre.

Nel corso dell’incontro, moderato da Virginia Piccolillo del Corriere della Sera, che si è tenuto in coincidenza con il 70/o anniversario della fine della II guerra mondiale, Grasso ha sottolineato che “in Italia i giornalisti veri corrono dei rischi quotidianamente”, ma ha aggiunto che “non è la libertà di stampa che manca in Italia, pur con i problemi che sappiamo: mancano i giornalisti liberi”. Il presidente del Senato ha quindi ripercorso la carriera di Giustolisi, iniziata a Paese Sera, poi a L’Ora di Palermo, “un giornale eretico che tra le sue firme ha visto ben tre giornalisti uccisi dalla mafia: Cosimo Cristina, Mauro de Mauro e Giovanni Spampinato”. Andò poi al Giorno, da lì alla Rai, dove fu impegnato nei primi approfondimenti televisivi con inchieste dure di informazione e di denuncia, poi all’Espresso, dove ha lavorato per più di 30 anni.

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grasso Giustolisi è però ricordato soprattutto per le inchieste sull'”armadio della vergogna”: il ritrovamento nel 1995 di 695 fascicoli d’inchiesta presso l’archivio della procura militare di Roma, relativi a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l’occupazione nazifascista. Della vicenda giudiziaria legata a quella scoperta ha parlato anche Marco De Paolis che, come procuratore militare di La Spezia, ha condotto le inchieste. “C’è stata insensibilità anche a livello giudiziario – ha sostenuto -. Giustolisi si è battuto su crimini commessi da italiani, su cui non c’è stata praticamente alcuna inchiesta giudiziaria”. Il magistrato ha quindi ricordato che “le sentenze con cui sono stati condannati i criminali nazisti non sono mai state eseguite”. Anche l’ex procuratore di Torino e Palermo Gian Carlo Caselli ha voluto sottolineare che “l’armadio della vergogna ha avuto grande importanza nel dibattito sull’indipendenza della magistratura”, ma ha parlato in particolare degli articoli di Giustolisi sul terrorismo spiegando che sono pezzi che “illuminano e fanno capire i problemi. Aveva qualcosa di profetico nel suo modo di scrivere”.

Sergio Zavoli ha ricordato, invece, gli anni alla Rai. “Quando arrivò in tv avevamo un senso di timidezza nei suoi confronti – ha detto -. Ero d’accordo con lui quando diceva che la tv doveva essere animata da un senso di responsabilità civile di cui non si vedevano i segni. Lo invitammo a collaborare a Tv7 e si occupò di immigrazione, un tema che l’Italia si era lasciato alle spalle, trattandolo con grande preveggenza”. “Lavorò con noi a Il Giorno – ha raccontato l’altro collega Roberto Martinelli -. Era sempre serio e operoso, ci sgridava, ci correggeva. Sul processo mediatico penso che forse oggi si sia esagerato e credo che lui abbia condiviso questa opinione”. “Si rifiutava di scendere a compromessi – ha detto invece Bruno Manfellotto – e trovava incomprensibile il fatto che la sua indignazione, ad esempio per i fatti relativi all’armadio della vergogna, non fosse condivisa dall’intero Paese”. Qui sotto alcune immagini della mattinata alla sala Koch

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Il presidente del Senato Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0777

Laura e Livia Giustolisi con il presidente Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0887

Virginia Piccolillo e Marco De Paolis 20150508_PremioGiustolisi_0798

da destra: il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, Giovanni Maria Flick e Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0808

Roberto Martinelli e Gian Carlo Caselli Presentazione della prima edizione del premio

Sergio Zavoli

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L’intervento del presidente Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0850

da destra: Marco De Paolis, Virginia Piccolillo, Sergio Zavoli, Gian Carlo Caselli, Roberto Martinelli, Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0821

Bruno Manfellotto e Pier Vittorio Buffa 20150508_PremioGiustolisi_0878

Laura e Livia Giustolisi con Pietro Grasso