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L’armadio della vergogna

di Franco Giustolisi
Nuova edizione 2019
Nutrimenti editore

Dalla prefazione di Giovanni Maria Flick

“La rilettura (e per molti, la lettura), grazie a questa nuova edizione, del libro di Franco è un’occasione preziosa per ricordare – in un momento particolarmente difficile e complesso nella vita del nostro Paese dal punto di vista culturale, sociale, economico, istituzionale e politico – l’importanza e l’essenzialità del legame fra Resistenza, Liberazione e Costituzione.
Il rischio che si cancelli ogni traccia di memoria è sempre presente; l’esortazione e la vigilanza – come le ha praticate Franco – sono sempre opportune: da ogni rievocazione, tanto più da ogni ricostruzione storica, si può e si deve scavare oltre la retorica, oltre l’agiografia, oltre i miti. Resta sempre, intatta, la sostanza: il sangue, la sofferenza, la passione di quanti contribuirono al riscatto di un popolo sconfitto, alla rinascita e anzi allo sviluppo di istituzioni democratiche soffocate da vent’anni di dittatura fascista; la scelta definitiva per la forma repubblicana dello Stato; la faticosa, e proprio perciò ammirevole, redazione di una Carta fondamentale della nostra convivenza.
All’ingresso del campo di concentramento di Dachau c’è (oggi) una scritta importante: ‘Chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo”
Ricordare il passato – i suoi successi, ma anche i suoi errori e i suoi orrori – vuol dire porre le premesse per un futuro diverso. Vivere con l’esperienza del passato vuol dire conoscere e prevedere i rischi a cui si può andare incontro nuovamente e cercare di evitarli.
Credo che questo libro – da divulgare; da leggere soprattutto nelle scuole; da ricordare e meditare – sia fondamentale perché si aprano le ante degli armadi della vergogna che ancora sono nascosti nelle cantine delle nostre istituzioni. E perché altri armadi non si riempiano con nuovi fascicoli, che ancora oggi continuano a prodursi quando l’omertà e la pavidità non sono capaci di impedire o almeno di denunciare i tradimenti del proprio dovere e del giuramento di fedeltà alla Repubblica e di lealtà alla Costituzione.
Quella di Franco è stata una lezione fondamentale sulla Costituzione. Ha fatto capire in modo concreto come la Costituzione mira ad evitare che il passato di cui vergognarsi si riproponga nel futuro; sconfigge la tentazione di vivere solo in un presente artefatto, negando il diritto e il dovere alla memoria: una sorta di morbo di Alzheimer sociale assai pericoloso; ma assai diffuso. Grazie Franco!
Giovanni Maria Flick

Dalla prefazione di Giancarlo Caselli

“… il libro di Franco Giustolisi offre una testimonianza preziosa di quanto sia stata lunga e impervia la strada che il nostro Paese ha dovuto percorrere perché i valori della Costituzione – scritti nella Carta – si inverassero anche nella pratica effettiva.
Il passaggio dal fascismo alla democrazia per alcuni aspetti avvenne all’insegna della continuità. Nel settore giustizia, in particolare, pochi segnali normativi e politici di novità. Subito frustrati dalla mancanza di qualsivoglia rinnovamento personale. Basti pensare che raggiunsero la presidenza della Corte di cassazione e quella della Corte costituzionale l’ex procuratore generale della Repubblica di Salò e l’ex presidente del Tribunale della razza!
Fu anche l’epoca dell’Armadio della vergogna di cui tratta il libro di Franco Giustolisi. L’armadio della Procura generale militare di Roma, collocato in un vano recondito, nascosto e poco frequentato, alla fine di un corridoio defilato, protetto con tanto di lucchetto, con le ante chiuse a chiave e rivolte verso il muro, nel quale – per quasi mezzo secolo – rimasero chiusi 695 fascicoli riguardanti gli eccidi commessi tra il 1943 e il 1945, dal sud al nord d’Italia, da nazisti e fascisti, SS e repubblichini di Salò (fascicoli sui quali solerti Procuratori generali militari – di stretta osservanza governativa – avevano fatto apporre un timbro recante la sconosciuta dicitura “archiviazione provvisoria”). Una prova, fra le altre, della commistione tra magistratura e luoghi del potere politico a lungo protrattasi anche dopo la Liberazione.
Armadio del cui contenuto Franco Giustolisi si è occupato con passione e coraggio: dapprima con alcune incisive inchieste e poi con il libro felicemente ( ancorché cupamente ) intitolato “L’armadio della vergogna”. Libro che qui si ripropone.
Ancora una volta per non dimenticare. In una stagione caratterizzata da uno stillicidio quotidiano di manifestazioni di odio e intolleranza che porta a ricordare le parole dello storico Gaetano Mosca, secondo cui: “quando si permette uno strappo alla giustizia e alla legalità, non è possibile prevedere dove lo strappo andrà a fermarsi e può eziandio accadere che esso si allarghi tanto da ridurre a brandelli tutto il senso morale di un popolo civile». Un ammonimento prezioso, cui la lettura del libro di Giustolisi si ricollega come un possibile antidoto.”