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Premio Giustolisi 2015: perché a Stazzema

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Il Comune di Stazzema, sede del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, ha approvato il Regolamento per la Prima Edizione del Premio Franco Giustolisi, dedicato al giornalismo d’inchiesta. Un’esigenza nata a seguito della morte del grande giornalista che ha dedicato la sua vita alla professione e alla ricerca della verità su alcuni dei più tragici segreti dell’Italia del Dopoguerra.

Perché un Premio Giustolisi a Sant’Anna di Stazzema? Nel 2000 si svolse presso il paese di Levigliani a Stazzema il primo incontro dei Comuni nel cui territorio si erano consumate stragi nazifasciste nell’estate 1944. Una vicenda che dopo la Liberazione era caduta nell’oblio assieme alle quasi 15 mila vittime civili della strategia militare dei nazifascisti di ritirata violenta. Nel dopoguerra i fascicoli relativi a quelle stragi furono raccolti nella Sede della Procura Generale militare e lì scientificamente ‘dimenticati’ dai vertici politici e dai vertici della Giustizia militare sino al 1994 quando nell’ambito del processo Priebke il procuratore Militare Antonino Intelisano scoprì l’archivio.

Tutto rischiava di essere di nuovo occultato prima dell’articolo uscito sulle colonne dell’Espresso “L’Armadio della Vergogna” che denunciava la storia dei fascicoli rimasti nascosti nella sede della Procura Militare per oltre 50 anni. Quell’articolo fu l’inizio della nuova stagione dei processi sulle stragi nazifasciste che portò di nuova alla ribalta una storia dimenticata.

Per Sant’Anna di Stazzema significò riportare a nuova vita le storie spesso taciute è mai raccontate per decenni che si trasformarono in testimonianze al processo che si celebrò al Tribunale della Spezia tra il 2003 e la sentenza del 2005 con la condanna all’ergastolo per 10 SS tedesche, confermate in Cassazione del 2007.

Sant’Anna di Stazzema sente la necessità di rendere omaggio a questo maestro del giornalismo italiano che non ha mai smesso di combattere nella sua vita per la verità e la giustizia, interprete di un modo di fare giornalismo che non si è mai asservito a nessuno se non al bisogno di raccontare sul campo la storia del nostro Paese. Il Consiglio Comunale di Stazzema nel 2001 aveva nominato Franco Giustolisi “cittadino onorario di Stazzema”.

La premiazione a Sant’Anna con il presidente del Senato Pietro Grasso

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Si è svolta a Sant’Anna di Stazzema la Premiazione della prima Edizione del Premio “Giustizia e Verità – Franco Giustolisi” alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso. Il Premio “verità Giustizia – Franco Giustolisi” è andato a Francesca Mannocchi, per il servizio televisivo “Libia: missione impossibile”, realizzato per Piazza Pulita e trasmesso da La 7, nel quale ha indagato in modo dettagliato ed efficace sul traffico dei migranti.

A Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, per l’approfondita e documentata inchiesta sul degrado di Roma, pubblicata a puntate dal Corriere della Sera, va il premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’Armadio”.

A Lirio Abbate è stata assegnata una menzione speciale della giuria per le inchieste condotte per l’Espresso che hanno portato all’esplosione del caso di “Mafia capitale” fin dal 2012. Un lavoro di denuncia condotto a rischio della propria incolumità. Con la menzione ad Abbate, al quale Livia Giustolisi ha consegnato la scultura appositamente realizzata da Paola Romano, la Giuria ha voluto “esprimere riconoscimento e grande apprezzamento a tutti i giornalisti che conducono il proprio lavoro con determinazione e coraggio, rischiando in prima persona e spesso vivendo, per questo, sotto protezione per anni e anni.

Presente anche Paolo Borrometi, il giovane giornalista che ha svelato la presenza della mafia a Scicli e per questo è dovuto fuggire dalla Sicilia per vivere a Roma sotto scorta. Presente anche la giuria presieduta da Pier Vittorio Buffa, che ha moderato l’evento. Con lui c’erano Daniele Biacchessi, Pier Francesco De Robertis, Livia Giustolisi, Bruno Manfellotto, Omar Monestier, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi e Luigi Vicinanza. Erano inoltre, presenti il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani, i senatori Andrea Marcucci e Manuela Granaiola, i superstiti della strage che hanno omaggiato con un mazzo di rosse la figlia del grande giornalista scomparso, Livia Giustolisi, il Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini e tanti cittadini che hanno reso onore a Franco Giustolisi che con il suo mestiere ha voluto gettare luce su una delle pagine più cupe della storia repubblicana come l’occultamento dei fascicoli che potevano portare all’arresto dei criminali che avevano ucciso donne e bambini.

Rizzo, Stella, Mannocchi e Abbate vincitori del premio. Il 21, a Sant’Anna di Stazzema, la premiazione con Pietro Grasso

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Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Francesca Mannocchi e Lirio Abbate. Sono questi i giornalisti scelti dalla giuria della prima edizione del premio per il giornalismo d’inchiesta “Franco Giustolisi”.

A Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, per l’approfondita e documentata inchiesta sul degrado di Roma, pubblicata a puntate dal Corriere della Sera, va il premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’Armadio”. A Francesca Mannocchi, per il servizio televisivo “Libia: missione impossibile”, realizzato per Piazza Pulita e trasmesso dalla 7, nel quale ha indagato in modo dettagliato ed efficace sul traffico dei migranti, va il premio “Franco Giustolisi – Giustizia e verità”. A Lirio Abbate va la menzione speciale della giuria per le inchieste condotte per l’Espresso su “Mafia capitale” fin dal 2012. Un lavoro di denuncia condotto a rischio della propria incolumità.

La giuria (presieduta da Pier Vittorio Buffa e composta da Daniele Biacchessi, Pier Francesco De Robertis, Livia Giustolisi, Bruno Manfellotto, Enrico Mentana, Omar Monestier, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi e Luigi Vicinanza), con la menzione a Lirio Abbate, ha voluto “esprimere riconoscimento e grande apprezzamento a tutti i giornalisti che conducono il proprio lavoro con determinazione e coraggio, rischiando  in prima persona e spesso vivendo, per questo, sotto protezione per anni e anni .

Il premio “Franco Giustolisi – Giustizia e verità” è stato ideato e promosso dal comune di Stazzema e dal Parco Nazionale della pace per onorare la memoria di Franco Giustolisi, il grande giornalista scomparso il 10 novembre 2014, a 89 anni, che di Stazzema era cittadino onorario. Il presidente del Senato Pietro Grasso, che lo scorso 8 maggio aveva ospitato a palazzo Madama la presentazione dell’iniziativa, ha poi promosso il premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’Armadio” riservato alla migliore inchiesta realizzata da chi ha dedicato al giornalismo investigativo la parte più significativa della propria attività professionale.

Franco Giustolisi, in oltre sessant’anni di attività’ (ha scritto fino agli ultimi istanti della sua vita), ha realizzato grandi e importanti inchieste su tutti i temi scottanti della vita politica e sociale del nostro paese. Dal banditismo sardo alle stragi di mafia, dalla P2 all’eversione nera, dal brigatismo alla mala sanità’, dagli scandali nell’edilizia a Tangentopoli… Con un unico, preciso obiettivo: che si facesse “giustizia e verità”. Sempre. Un uomo, un giornalista vero, scomodo e libero, che ha dedicato la propria vita a scoprire il lato oscuro del potere e della società’ per raccontarlo senza mai scendere a compromessi. Compiuti i settant’anni, nel 1996 ha cominciato la sua battaglia più importante e difficile alla quale ha dedicato grandi energie con grande coraggio, passione civile e desiderio di rendere giustizia a decine di migliaia di vittime. È la grande, lunga, difficile inchiesta sull’”Armadio della vergogna” come lui chiamò il mobile nel quale sono stati chiusi per decenni i fascicoli giudiziari sulle stragi commesse dai nazifascisti, i fascicoli con i nomi dei colpevoli della morte di ventimila civili italiani: uomini, donne, bambini. E “L’Armadio della vergogna” è il titolo del suo libro, pubblicato da Nutrimenti nel 2004, che è diventato un punto di riferimento per capire quelle terribili storie. La prima edizione del premio, patrocinata dal consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, dalla Federazione nazionale della stampa e dal settimanale L’Espresso, ha avuto un grande successo di partecipazione. Sono state più di cento le inchieste presentate da giornalisti di tutte le più importanti testate e pubblicate su tutte le piattaforme: carta stampata, rete, radio, televisione.

La premiazione dei vincitori avverrà a Sant’Anna di Stazzema il prossimo 21 novembre alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso.

Scaduti i termini, arrivate moltissime inchieste

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Sono scaduti il 12 agosto i termini per partecipare al premio Giustolisi. Tantissime le inchieste arrivate a Sant’Anna di Stazzema e altre, su invito della giuria, potrebbero arrivare fino al 31 agosto. Solo allora la giuria avrà il quadro completo dei lavori tra i quali dovrà scegliere, entro il 10 ottobre, il vincitore del premio di giornalismo “Giustizia e verità – Franco Giustolisi”.

La cerimonia di premiazione sarà a Sant’Anna di Stazzema nei primi giorni del mese di novembre.

Come partecipare al premio Giustolisi

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Scade il prossimo 12 agosto il termine per partecipare al premio giornalistico “Franco Giustolisi – Giustizia e verità”, indetto dal comune di Stazzema per ricordare il giornalista scomparso lo scorso novembre.

Giustolisi, prima al Giorno e alla Rai, poi per decenni inviato dell’Espresso, era cittadino onorario di Stazzema, il Comune dove il 12 agosto 1944 i nazifascisti massacrarono più di cinquecento persone. La cittadinanza gli è stata conferita per la forza con cui si è battuto perché sulle stragi commesse dai nazisti e dai fascisti in Italia, tra il 1943 e il 1945, trionfassero verità e giustizia. Il suo libro “L’armadio della vergogna”, che racconta dei fascicoli processuali su quelle stragi nascosti per più di trent’anni, è diventato una pietra miliare per capire le gravi responsabilità politiche che hanno impedito, nel dopoguerra, la celebrazione dei processi contro i responsabili di migliaia di assassinii di civili italiani.

La giuria del premio è composta da undici giornalisti: Pier Vittorio Buffa, con funzioni di presidente, Livia Giustolisi, Daniele Biacchessi, Marco Cianca, Pier Francesco De Robertis, Bruno Manfellotto, Enrico Mentana, Omar Monestier, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi e Luigi Vicinanza. Saranno loro a scegliere, tra quelle presentate, l’inchiesta vincitrice a cui andrà il premio di tremila euro.

Presentato in Senato lo scorso 8 maggio dal presidente Pietro Grasso, il premio Giustolisi si basa su un semplice regolamento che prevede l’ammissione di inchieste giornalistiche sul “tema della verità, della giustizia e della pace comunque realizzate e pubblicate (televisione, radio, giornali, libro, web…) a partire dal 12 novembre 2014”.

Per partecipare basta compilare l’apposito modulo e inviare, oltre all’inchiesta, i pochi documenti necessari.

Palazzo Madama. Il ricordo di Giustolisi e la presentazione del premio

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di Michele Cassano, dell’agenzia Ansa ROMA, 8 MAG – “Franco Giustolisi era un giornalista vero, scomodo, che ha dedicato la sua vita a scoprire il lato oscuro del potere e della società attraverso le sue inchieste”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricordato il giornalista scomparso il 10 novembre scorso a Palazzo Madama, in occasione della presentazione della prima edizione del premio a lui dedicato. La giuria, presieduta dal giornalista Pier Vittorio Buffa, sceglierà il vincitore entro il 10 ottobre valutando tra lavori di inchiesta che dovranno essere consegnati entro il 12 agosto al Comune di Stazzema, che ha promosso l’iniziativa. La cerimonia si svolgerà ai primi di novembre.

Nel corso dell’incontro, moderato da Virginia Piccolillo del Corriere della Sera, che si è tenuto in coincidenza con il 70/o anniversario della fine della II guerra mondiale, Grasso ha sottolineato che “in Italia i giornalisti veri corrono dei rischi quotidianamente”, ma ha aggiunto che “non è la libertà di stampa che manca in Italia, pur con i problemi che sappiamo: mancano i giornalisti liberi”. Il presidente del Senato ha quindi ripercorso la carriera di Giustolisi, iniziata a Paese Sera, poi a L’Ora di Palermo, “un giornale eretico che tra le sue firme ha visto ben tre giornalisti uccisi dalla mafia: Cosimo Cristina, Mauro de Mauro e Giovanni Spampinato”. Andò poi al Giorno, da lì alla Rai, dove fu impegnato nei primi approfondimenti televisivi con inchieste dure di informazione e di denuncia, poi all’Espresso, dove ha lavorato per più di 30 anni.

IL VIDEO INTEGRALE

grasso Giustolisi è però ricordato soprattutto per le inchieste sull'”armadio della vergogna”: il ritrovamento nel 1995 di 695 fascicoli d’inchiesta presso l’archivio della procura militare di Roma, relativi a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l’occupazione nazifascista. Della vicenda giudiziaria legata a quella scoperta ha parlato anche Marco De Paolis che, come procuratore militare di La Spezia, ha condotto le inchieste. “C’è stata insensibilità anche a livello giudiziario – ha sostenuto -. Giustolisi si è battuto su crimini commessi da italiani, su cui non c’è stata praticamente alcuna inchiesta giudiziaria”. Il magistrato ha quindi ricordato che “le sentenze con cui sono stati condannati i criminali nazisti non sono mai state eseguite”. Anche l’ex procuratore di Torino e Palermo Gian Carlo Caselli ha voluto sottolineare che “l’armadio della vergogna ha avuto grande importanza nel dibattito sull’indipendenza della magistratura”, ma ha parlato in particolare degli articoli di Giustolisi sul terrorismo spiegando che sono pezzi che “illuminano e fanno capire i problemi. Aveva qualcosa di profetico nel suo modo di scrivere”.

Sergio Zavoli ha ricordato, invece, gli anni alla Rai. “Quando arrivò in tv avevamo un senso di timidezza nei suoi confronti – ha detto -. Ero d’accordo con lui quando diceva che la tv doveva essere animata da un senso di responsabilità civile di cui non si vedevano i segni. Lo invitammo a collaborare a Tv7 e si occupò di immigrazione, un tema che l’Italia si era lasciato alle spalle, trattandolo con grande preveggenza”. “Lavorò con noi a Il Giorno – ha raccontato l’altro collega Roberto Martinelli -. Era sempre serio e operoso, ci sgridava, ci correggeva. Sul processo mediatico penso che forse oggi si sia esagerato e credo che lui abbia condiviso questa opinione”. “Si rifiutava di scendere a compromessi – ha detto invece Bruno Manfellotto – e trovava incomprensibile il fatto che la sua indignazione, ad esempio per i fatti relativi all’armadio della vergogna, non fosse condivisa dall’intero Paese”. Qui sotto alcune immagini della mattinata alla sala Koch

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Il presidente del Senato Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0777

Laura e Livia Giustolisi con il presidente Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0887

Virginia Piccolillo e Marco De Paolis 20150508_PremioGiustolisi_0798

da destra: il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, Giovanni Maria Flick e Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0808

Roberto Martinelli e Gian Carlo Caselli Presentazione della prima edizione del premio

Sergio Zavoli

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L’intervento del presidente Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0850

da destra: Marco De Paolis, Virginia Piccolillo, Sergio Zavoli, Gian Carlo Caselli, Roberto Martinelli, Pietro Grasso 20150508_PremioGiustolisi_0821

Bruno Manfellotto e Pier Vittorio Buffa 20150508_PremioGiustolisi_0878

Laura e Livia Giustolisi con Pietro Grasso

Al Senato la presentazione del Premio

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Microsoft Word - Invito Giustolisi.docx Appuntamento al Senato per la presentazione della prima edizione del premio per il giornalismo d’inchiesta “Giustizia e verità – Franco Giustolisi”. Voluto dal presidente del Senato Pietro Grasso, l’evento si svolgerà l’8 maggio nella sala Koch di palazzo Madama.

E’ la stessa sala che vide l’ultima uscita pubblica di Franco Giustolisi. Il 24 aprile 2014, da quel tavolo, il giornalista chiese ancora una volta, e a gran voce, verità e giustizia per le vittime delle stragi nazifasciste. “La più grande tragedia subita dal popolo italiano”, come non si stancava di ripetere in ogni occasione.

La mattinata verrà introdotta dallo stesso presidente del Senato e a parlare di Giustolisi e del premio che gli è stato dedicato dal Comune di Stazzema, di cui il giornalista era cittadino onorario, saranno poi Pier Vittorio Buffa, Gian Carlo Caselli, Marco De Paolis, Bruno Manfellotto, Roberto Martinelli, Virginia Piccolillo e Sergio Zavoli.

Qui la pagina di Facebook attraverso la quale è possibile partecipare all’evento.

Qui sotto due momenti del convegno dello scorso.

Qui si può invece vedere l’intero filmato del 24 aprile 2014

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Fino al 12 agosto per presentare le candidature

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E’ cominciato il conto alla rovescia per il  1° Premio giornalistico “Franco Giustolisi”. Il regolamento approvato dal Comune di Stazzema ha stabilito che il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il prossimo 12 agosto, 71° anniversario della strage di Sant’Anna.  Sarà poi la giuria a selezionare, tra tutte le inchieste concorrenti, la vincitrice del premio che sarà consegnato durante una cerimonia nel mese di novembre, primo anniversario della scomparsa di Franco Giustolisi.   La giuria è composta da Pier Vittorio Buffa, con funzioni di Presidente, Livia Giustolisi, Daniele Biacchessi, Marco Cianca, Pier Francesco De Robertis, Bruno Manfellotto, Enrico Mentana, Omar Monestier, Virginia Piccolillo, Marcello Sorgi, Luigi Vicinanza.