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Il Fatto Quotidiano – Premio Giustolisi 2019

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ilfattoSono le inchieste di Federica Iezzi (Il Manifesto) e di Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera) a vincere l’edizione 2019 del premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità”. I due giornalisti hanno vinto ex aequo rispettivamente con un articolo sull’immigrazione dalla Somalia ai Balcani e con il lavoro “Sulle orme di Padre Dall’Oglio”, che unisce carta e video. Menzione speciale per Giulio Mola (Quotidiano nazionale) e la sua inchiesta “Sport malato”. Il Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato” è stato assegnato a Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3) per “Narcotica”.

Il riconoscimento è dedicato alla memoria di Franco Giustolisi, (1925-2014) uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Giunto alla quinta edizione, il premio ha toccato alcuni luoghi teatro di stragi nazifasciste tra il 1943 e il 1945, tutte protagoniste degli articoli del giornalista: Sant’Anna di Stazzema (2015), Marzabotto (2016), Boves (2017), Capistello (2018), e nel 2019 Roccaraso. Nel 1996, Giustolisi pubblicò un articolo sull’Espresso con il quale ha fatto conoscere all’opinione pubblica i fascicoli sulle stragi nazifasciste in Italia, a lungo tenuti nascosti: li trovò nel1994, dopo lunghe ricerche, all’interno di un armadio con le ante rivolte verso una parete. Lo fece aprire e vide le migliaia di pagine che contenevano i nomi delle vittime, ancora in attesa di giustizia. Quello stesso armadio è diventato poi L’armadio della vergogna, titolo del libro che Giustolisi pubblicò nel 2004 (ristampato poi nel 2019) e che gli valse la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano.

“La fierezza di informare, l’orgoglio dell’autonomia, la coscienza di essere al servizio del cittadino nel rispetto della Costituzione. Questo e molto altro ci dice la quinta edizione del premio Franco Giustolisi, nella consapevolezza di camminare lungo la strada che, in solitudine, Franco imboccò quando volle dedicare il suo lavoro, la sua vita stessa, alla ricerca dei colpevoli delle stragi nazifasciste contro i civili. Fu allora che scopri L’armadio della vergogna e denunciò a tutto il mondo i nomi dei carnefici” dice Sandra Bonsanti, presidente del Premio. “Il lavoro della giuria si è mosso su un terreno di grande ricchezza numerica e di contenuti: una scoperta tanto importante in un tempo di estrema difficoltà e di insofferenza politica nei confronti della libera informazione.”

Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande lavoro sulla memoria italiana. La vita di Franco Giustolisi è stata incentrata su un impegno civile continuo e insistente. Inviato speciale dal 1963 prima per Il Giornopoi per la Rai (Tv7), quindi per L’Espresso. Insieme a Pier Vittorio Buffa ha pubblicato Al di là delle mura (Rizzoli, 1984) e Mara Renato e io(Mondadori, 1988).

“Se può esserci un criterio oggettivo per misurare l’importanza di un premio culturale, mi piace immaginare che l’alta qualità dei lavori giornalistici che la Commissione è stata chiamata a valutare è un segno tangibile che il Premio Giustolisi è un riconoscimento al quale ambiscono i migliori giornalisti del nostro paese”, spiega Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso. “Il Comune di Roccaraso è orgoglioso di essere partner del Premio. Soprattutto in un momento come questo in cui la libertà di stampa deve essere uno strumento per trasmettere valori sociali e di solidarietà alle nuove generazioni”.

il manifesto – Premio Giustolisi 2019

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TESTATA_manifestoA Report il premio speciale della Giuria del Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” Il Premio Speciale della Giuria del Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità” 2019 è stato assegnato all’intera Redazione di Report “per il complesso delle inchieste trasmesse”. Un riconoscimento che ci onora, per l’alto livello dei componenti della giuria di questa edizione, come di tutte le edizioni di questo premio creato in memoria di Franco Giustolisi, uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande impegno sulla memoria italiana. Grazie al suo lavoro per far luce sui responsabili delle stragi nazifasciste avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e alla diffusione del contenuto dei faldoni scoperti nel 1994 in quello che lui stesso a definito in un libro “L’armadio della vergogna”, Giustolisi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano.

il manifesto – Premio Giustolisi 2019

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manifestoIl premio Giustolisi ai reportage di Federica Iezzi per il manifesto

Con i reportage sulle rotte migratorie tra Corno d’Africa, Medio Oriente, Afghanistan e Balcani pubblicati su queste pagine (qui l’ultimo della serie), Federica Iezzi si è aggiudicata l’edizione 2019 del premio intitolato a Franco Giustolisi. A lei vanno dunque le felicitazioni di tutta la redazione del manifesto.

Nella categoria “Giustizia e Verità” premiato ex aequo anche a Lorenzo Cremonesi (Corriere della sera) per un’inchiesta su padre dall’Oglio. Menzione speciale a Giulio Mola (Quotidiano nazionale), per l’inchiesta «Sport malato». Il Premio speciale «Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato» va invece a Valerio Cataldi (Rai3/Tg3) per Narcotica. Tra gli altri riconoscimenti di quest’anno, «Diario americano» di Roberto Festa (Radio Popolare) ha vinto quello dedicato alla radiofonia.

il manifesto – Il fascino indiscreto di “Report”

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Meno male che esiste “Report”, l’efficacissima trasmissione di inchiesta di Rai tre. Ci risarcisce almeno un po’ rispetto al trash dilagante e fa sognare un servizio pubblico degno di questo nome. Senza offesa, ma la rubrica in questione è proprio l’opposto di ciò che ha affermato Giorgia Meloni, colpita dal servizio che la coinvolgeva sui follower moltiplicati a tavolino, sull’utilizzo di siti di fake, e così via.
Intendiamoci. Non è affatto da escludere che alla stessa presidente di Fratelli d’Italia la vicenda sia sfuggita di mano. Del resto, da quando la politica si è personalizzata e si è affidata alle società di comunicazione dando loro carta bianca, ogni regola etica è saltata. Sempre la serissima redazione diretta da Sigfrido Ranucci aveva avuto il suo botta e risposta per problemi omologhi con Salvini e la “Bestia”. È probabile che, magari in misura minore, il contagio sia ormai diffuso e difficile da fermare. Come quei batteri che resistono agli antibiotici. Ma qualcosa è doveroso fare davvero. Da varie parti si è sollevato il tema, che tocca da vicino la struttura democratica. Le stesse piattaforme interessate, da Facebook a Twitter, hanno esibito volontà di contrasto dei fenomeni degenerativi. Tuttavia, è bene evitare approcci consolatori o semplicistici. L’inferno dei profili taroccati o dei tweet con pilota automatico è la faccia degenerata di quello che viene chiamato il capitalismo della sorveglianza. Da una parte un’occhiuta intrusione nelle vite private, accaparrandosi milioni di identità digitali per farne oggetto di mercato commerciale o politico, dall’altra il via libera alle pratiche “dark”. Ciò significa che per smontare una delle due facce è indispensabile mettere in discussione anche il volto strategico del mosaico, che ha bisogno della componente esplicitamente eversiva per nascondere l’eversione di fondo del e nel sistema. Non sarà un caso se la cerchia dei protagonisti di tale passaggio sono i populisti di destra, i sovranisti, l’onnipresente Steve Bannon. E Trump alla regia, assecondato dai vari leader autoritari del mondo ben lieti di aver trovato una testa di ariete come il presidente degli Stati Uniti. La stessa Hillary Clinton ha dovuto protestare – insieme alle opposizioni-contro il governo britannico, che impedisce di conoscere il rapporto dei servizi segreti d’oltre Manica sui finanziamenti degli oligarchi russi al partito conservatore dell’UK. Le cose si tengono e costituiscono elementi di un unico universo. Vale a dire: la democrazia rappresentativa è messa in discussione e logorata da un inedito modello di consenso manipolato, che ha trovato nella bulimia dei social l’alleato perfetto. Finché il bubbone non scoppia e le autorità competenti non vengono dotate di mezzi e strumenti di intervento adeguati, bisogna confidare nel coraggio di “Report”. Anzi. Ottima la scelta della giuria del premio dedicato alla memoria di un altro coraggioso – Franco Giustolisi, che scardinò l’”armadio della vergogna”- di attribuire una menzione speciale proprio al settimanale, e di dare il primo premio per i suoi reportage usciti su “il manifesto” ex aequo con Lorenzo Cremonesi del “Corriere della sera”. Ma non basta. La faccenda, che tocca il villaggio globale, deve finire sui tavoli dell’ Europa e delle Nazioni Unite. Oltre che, in Italia, di tutte le autorità, ognuna per la parte di competenza. A proposito, quando verranno rinnovati il Garante dei dati personali e l’Agcom? Una così lunga proroga rende incerto il quadro e indebolisce il settore. È’ fondamentale trovare la giusta misura, evitando scivoloni censori, sempre presenti quando si affrontano le luci e le ombre della rete.
La sinistra ci pensi. In verità, esistono numerosi luoghi – da ultimo il riuscito festival della tecnologia di Torino- dove simili riflessioni vengono affrontate. Servirebbe una commissione nazionale, sull’esempio di quella presieduta da Stefano Rodotà presso la Camera dei deputati nel 2014/2015 su iniziativa di Laura Boldrini, per affrontare lo tsunami. Allora diritti e doveri; ora poteri e contropoteri.

Vincenzo Vita

Radio Popolare – Premio Franco Giustolisi 2019

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radio popolareRoberto Festa ha vinto il Premio Franco Giustolisi per  “Diario Americano” la rubrica dedicata agli Stati Uniti all’interno di Esteri.

Il comunicato ufficiale della giuria del Premio Franco Giustolisi:

Premio Franco Giustolisi 2019: vincono il giornalismo d’inchiesta e l’alta qualità dell’informazione

Il Premio di giornalismo d’inchiesta ‘Giustizia e verità Franco Giustolisi’.
Il Premio è dedicato alla memoria di Franco Giustolisi, di cui oggi ricorre il quinto anniversario della scomparsa. E’ giunto alla sua quinta edizione e ha toccato alcuni luoghi teatro di stragi nazifasciste tra il 1943 e il 1945 e oggetto delle inchieste di Franco Giustolisi: Sant’Anna di Stazzema (2015), Marzabotto (2016), Boves (2017), Capistello (2018), e nel 2019 Roccaraso.

Franco Giustolisi
Franco Giustolisi (1925-2014), è stato uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande lavoro sulla memoria italiana. La sua è stata una vita incentrata su un impegno civile continuo e insistente. Inviato speciale dal 1963 prima per “Il Giorno” poi per la “Rai” (“Tv7”), quindi per “l’Espresso”. Insieme a Pier Vittorio Buffa ha pubblicato “Al di là delle mura” (Rizzoli, 1984) e “Mara Renato e io” (Mondadori, 1988). Grazie al suo lavoro per far luce sui responsabili delle stragi nazifasciste avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e alla diffusione del contenuto dei faldoni scoperti nel 1994 in quello che lui stesso a definito in un libro “L’armadio della vergogna” (ristampato nel 2019 da Nutrimenti), Giustolisi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano.

Premi e premiati

(la premiazione si terrà il giorno 13 gennaio presso la sala Koch, Senato della Repubblica)

Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità”
–  Federica Iezzi (Il Manifesto), inchiesta su immigrazione da Somalia ai Balcani, ex aequo
– Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), “Sulle orme di Padre Dall’Oglio”, carta e video, ex aequo
– Giulio Mola (Quotidiano nazionale), inchiesta “Sport malato”, menzione speciale

Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato”
– Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3), “Narcotica”

Premio letterario
– Paolo Berizzi, “Nazitalia”, Baldini e Castoldi
– Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana”, Einaudi, menzione speciale
– Francesca Mannocchi, “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, Einaudi, menzione speciale

Premio speciale della giuria
– l’intera redazione del programma “Report” per il complesso delle inchieste trasmesse

Premio alla memoria
– Vittorio Nisticò e il giornale “l’Ora” con il libro “l’Ora” edizione straordinaria, Editore Regione siciliana

Premio radiofonia
– Roberto Festa (Radio Popolare), “Diario americano”, menzione speciale

L’importanza del Premio Giustolisi

Sandra Bonsanti, presidente del Premio Giustolisi:
“La fierezza di informare, l’orgoglio dell’autonomia, la coscienza di essere al servizio del cittadino nel rispetto della Costituzione. Questo e molto altro ci dice la quinta edizione del premio Franco Giustolisi, nella consapevolezza di camminare lungo la strada che, in solitudine, Franco imboccò quando volle dedicare il suo lavoro, la sua vita stessa, alla ricerca dei colpevoli delle stragi nazifasciste contro i civili. Fu allora che scopri L’armadio della vergogna e denunciò a tutto il mondo i nomi dei carnefici. Il lavoro della giuria si è mosso su un terreno di grande ricchezza numerica e di contenuti: una scoperta tanto importante in un tempo di estrema difficoltà e di insofferenza politica nei confronti della libera informazione.”

Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso:
“Se può esserci un criterio oggettivo per misurare l’importanza di un premio culturale, mi piace immaginare che l’alta qualità dei lavori giornalistici che la Commissione è stata chiamata a valutare è un segno tangibile che il Premio Giustolisi è un riconoscimento al quale ambiscono i migliori giornalisti del nostro paese. Il Comune di Roccaraso è orgoglioso di essere partner del Premio. Soprattutto in un momento come questo in cui la libertà di stampa deve essere uno strumento per trasmettere valori sociali e di solidarietà alle nuove generazioni.”

Agi – Giornalisti: da migranti a padre Dall’Oglio

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12:38 (AGI) – Roma, 10 nov. – Dall’epopea dei migranti che dalla Somalia ‘scelgono’ la pericolosa rotta balcanica per arrivare in Europa alla ricerca delle esili tracce su padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito dall’Isis nel 2013 in Siria. La quinta edizione del Premio Premio di giornalismo d’inchiesta “Giustizia e verità Franco Giustolisi” è stata vinta da Federica Iezzi (Il Manifesto) con un’inchiesta sull’immigrazione dalla Somalia ai Balcani, ex aequo con Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera) con il suo ‘Sulle orme di Padre Dall’Oglio’, carta e video. La menzione speciale va poi a Giulio Mola (Il giorno) con l’inchiesta ‘Sport malato’. Il Premio speciale ‘Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato’ se lo è aggiudicato Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3) con ‘Narcotica‘. La premiazione si terrà il 13 gennaio nella sala Koch del Senato della Repubblica.

Gli altri riconoscimenti vanno a: Premio letterario.
Paolo Berizzi, “Nazitalia”, Baldini e Castoldi; Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana”, Einaudi, menzione speciale;
Francesca Mannocchi, “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, Einaudi, menzione speciale.

Il Premio speciale della giuria all’intera redazione del programma ‘Report’ per il complesso delle inchieste trasmesse
Premio alla memoria; a Vittorio Nisticò e il giornale “l’Ora” con il libro “l’Ora” edizione straordinaria, Editore Regione siciliana. Il Premio radiofonia a Roberto Festa (Radio Popolare) per il “Diario americano”, menzione speciale.

Franco Giustolisi (1925-2014) è stato uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande lavoro sulla memoria italiana. La sua è stata una vita incentrata su un impegno civile continuo e insistente. Inviato speciale dal 1963 prima per “Il Giorno” poi per la “Rai” (“Tv7”), quindi per “l’Espresso”. Insieme a Pier Vittorio Buffa ha pubblicato “Al di là delle mura” (Rizzoli, 1984) e “Mara Renato e io” (Mondadori, 1988). Grazie al suo lavoro per far luce sui responsabili delle stragi nazifasciste avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e alla diffusione del contenuto dei faldoni scoperti nel 1994 in quello che lui stesso a definito in un libro “L’armadio della vergogna” (ristampato nel 2019 da Nutrimenti), Giustolisi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano. (AGI)

12:38 (AGI) – Roma, 10 nov. – “La fierezza di informare, l’orgoglio dell’autonomia, la coscienza di essere al servizio del cittadino nel rispetto della Costituzione – ha sottolineato Sandra Bonsanti, presidente del Premio Giustolisi – questo e molto altro ci dice la quinta edizione del premio Franco Giustolisi, nella consapevolezza di camminare lungo la strada che, in solitudine, Franco imboccò quando volle dedicare il suo lavoro, la sua vita stessa, alla ricerca dei colpevoli delle stragi nazifasciste contro i civili”. E ha proseguito: “Fu allora che scoprì ‘L’armadio della vergogna’ e denunciò a tutto il mondo i nomi dei carnefici. Il lavoro della giuria si è mosso su un terreno di grande ricchezza numerica e di contenuti: una scoperta tanto importante in un tempo di estrema difficoltà e di insofferenza politica nei confronti della libera informazione”.

Il Premio è dedicato alla memoria di Franco Giustolisi. È giunto alla sua quinta edizione e ha toccato alcuni luoghi teatro di stragi nazifasciste tra il 1943 e il 1945 e oggetto delle sue inchieste: Sant’Anna di Stazzema (2015), Marzabotto (2016), Boves (2017), Capistello (2018), e nel 2019 Roccaraso.

Askanews – Premio Franco Giustolisi 2019

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askaRoma, 10 nov. (askanews) – Il Premio di giornalismo d’inchiesta “Giustizia e verità Franco Giustolisi” è dedicato alla memoria di Franco Giustolisi, di cui oggi ricorre il quinto anniversario della scomparsa. E’ giunto alla sua quinta edizione e ha toccato alcuni luoghi teatro di stragi nazifasciste tra il 1943 e il 1945 e oggetto delle inchieste di Franco Giustolisi: Sant’Anna di Stazzema (2015), Marzabotto (2016), Boves (2017), Capistello (2018), e nel 2019 Roccaraso. Franco Giustolisi (1925-2014), è stato uno dei più importanti giornalisti d’inchiesta italiani. Dalle indagini sulle mafie a quelle su terrorismo, fino ai reportage sulla corruzione e il grande lavoro sulla memoria italiana. La sua è stata una vita incentrata su un impegno civile continuo e insistente. Inviato speciale dal 1963 prima per “Il Giorno” poi per la “Rai” (“Tv7”), quindi per “l’Espresso”. Insieme a Pier Vittorio Buffa ha pubblicato “Al di là delle mura” (Rizzoli, 1984) e “Mara Renato e io” (Mondadori, 1988). Grazie al suo lavoro per far luce sui responsabili delle stragi nazifasciste avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e alla diffusione del contenuto dei faldoni scoperti nel 1994 in quello che lui stesso a definito in un libro “L’armadio della vergogna” (ristampato nel 2019 da Nutrimenti), Giustolisi ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Stazzema e di Fivizzano.PREMI E PREMIATI La premiazione si terrà il giorno 13 gennaio presso la sala Koch, Senato della Repubblica. Premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità” – Federica Iezzi (Il Manifesto), inchiesta su immigrazione da Somalia ai Balcani, ex aequo – Lorenzo Cremonesi (Corriere della Sera), “Sulle orme di Padre Dall’Oglio”, carta e video, ex aequo – Giulio Mola (Quotidiano nazionale), inchiesta “Sport malato”, menzione speciale Premio speciale “Franco Giustolisi – Fuori dall’armadio- Senato” – Valerio Cataldi (Rai 3-Tg3), “Narcotica”.Premio letterario – Paolo Berizzi, “Nazitalia”, Baldini e Castoldi – Benedetta Tobagi, “Piazza Fontana”, Einaudi, menzione speciale – Francesca Mannocchi, “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, Einaudi, menzione speciale.Premio speciale della giuria – l’intera redazione del programma “Report” per il complesso delle inchieste trasmesse Premio alla memoria – Vittorio Nisticò e il giornale “l’Ora” con il libro “l’Ora” edizione straordinaria, Editore Regione siciliana Premio radiofonia – Roberto Festa (Radio Popolare), “Diario americano”, menzione speciale.

L’IMPORTANZA DEL PREMIO
Sandra Bonsanti, presidente del Premio Giustolisi: “La fierezza di informare, l’orgoglio dell’autonomia, la coscienza di essere al servizio del cittadino nel rispetto della Costituzione. Questo e molto altro ci dice la quinta edizione del premio Franco Giustolisi, nella consapevolezza di camminare lungo la strada che, in solitudine, Franco imboccò quando volle dedicare il suo lavoro, la sua vita stessa, alla ricerca dei colpevoli delle stragi nazifasciste contro i civili. Fu allora che scopri L’armadio della vergogna e denunciò a tutto il mondo i nomi dei carnefici. Il lavoro della giuria si è mosso su un terreno di grande ricchezza numerica e di contenuti: una scoperta tanto importante in un tempo di estrema difficoltà e di insofferenza politica nei confronti della libera informazione”.Francesco Di Donato, sindaco di Roccaraso: “Se può esserci un criterio oggettivo per misurare l’importanza di un premio culturale, mi piace immaginare che l’alta qualità dei lavori giornalistici che la Commissione è stata chiamata a valutare è un segno tangibile che il Premio Giustolisi è un riconoscimento al quale ambiscono i migliori giornalisti del nostro paese. Il Comune di Roccaraso è orgoglioso di essere partner del Premio. Soprattutto in un momento come questo in cui la libertà di stampa deve essere uno strumento per trasmettere valori sociali e di solidarietà alle nuove generazioni”.